ARABESKE

Maurizio Baglini, pianoforte
Musiche di Schumann

“Raffinato, suggestivo, profondo” — Il Sole 24 Ore
“Nitore e rigore” — Amadeus
“Impressive” — American Record Guide

Uno sguardo all’opera pianistica di Schumann, con gli occhi intensi e il sapiente magistero di Maurizio Baglini, artista Decca/Universal. Il titolo del recital si ispira al più recente CD dell’integrale per pianoforte di Schumann – uscito nell’autunno del 2018 – comprendente: Fantasiestücke op. 12, Drei Romanzen op.28, Gesänge der Frühe op.133, Ahnung WoO 28 e Arabeske op. 18.

PIANO-SCHUMANN

Maurizio Baglini, pianoforte

Schumann, opere pianistiche (op. 2, 6, 9, 13, 15, 16, 26, 133) in 3 concerti

Papillons, Davidsbündlertänze, Carnaval, Studi sinfonici, Kinderszenen, Kreisleriana, Carnevale di Vienna, Gesange der fruhe. Uno sguardo all’opera pianistica di Schumann, con gli occhi intensi e il sapiente magistero di Maurizio Baglini, focalizzato sui capolavori dei primi anni e le visioni conturbanti ed enigmatiche degli estremi Canti del mattino, scritti nell’autunno del 1853, allorché la mente del compositore era già stata minata dalla malattia. Il progetto, in tre recital, si inscrive nel disegno più ampio dell’integrale pianistica schumanniana, in corso di pubblicazione da Baglini presso Decca (l’ultimo CD ha visto la luce nell’autunno dello scorso anno).

Website:  www.mauriziobaglini.com

Video:  www.youtube.com/watch?v=9P0v7SeD2TI

www.youtube.com/watch?v=L-P6litOZqg

SULLE ALI DEL CANTO

Paganini e il suo tempo

Giampaolo Bandini, chitarra
Musiche di Paganini, Schubert-Mertz, Puccini-Morlacchi, Carulli, Mertz.

Giampaolo Bandini, artista Decca, è oggi considerato tra i migliori chitarristi italiani sulla scena internazionale. Con la sua preziosa Lacote del 1825 canterà il lied e il melodramma, librandosi in un volo nel firmamento ottocentesco guidato dal lume della stella di Paganini. Malgrado non si esibisse mai in pubblico con la chitarra, il grande virtuoso genovese fu un appassionato cultore delle sei corde e un prolifico autore per lo strumento, che era per lui fonte di idee armoniche e intuizioni timbriche. Nel diuturno peregrinare in lungo e in largo per l’Europa fu una fedele compagna di viaggio e un prezioso ausilio per la composizione: “io me ne servo come di una specie di guida per i miei pensieri”, scriveva Paganini nel 1831.

SOLOCELLO

Giovanni Gnocchi, violoncello
Musiche di Kurtág, Gabrielli, Bach, Hume, Ortiz, Kodaly

“Ho avuto l’onore di suonare con Giovanni Gnocchi, meravigliosamente pieno di talento, darà un grande contributo alla musica ovunque egli vada”  Yo-Yo Ma
Solo-Cellist della Camerata Salzburg per 8 anni, Guest Principal Cellist alla Royal Philharmonic Orchestra di Londra, membro della Lucerne Festival Orchestra di Claudio Abbado. Giovanni Gnocchi è uno dei pochi violoncellisti italiani capaci oggi di affrontare un recital col solo violoncello e di domare il virtuosismo trascendentale della Sonata op. 8 di Kodaly. Imperdibile.

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