Canti della perdita e della rinascita

Testi di Pierpaolo Perotti – Musica di Lamberto Curtoni

Amo

Sento dentro la voglia di amare
l’arpa suona per me.
Passione accesa pascola la mia mente
sospiro forte solo amore al mattino,
apro la porta soltanto a chi mi implora di dare affetto
e al saluto assetato che c’è nella mia mente.
Aratro penetra nella sostanza della barca amena
che naviga la sapiente e appassionata lacrima di amore.


Simone Gandolfo, voce recitante
Silvia Bocca, cantante
Lamberto Curtoni, violoncello
Giovanni Doria Miglietta, pianoforte / synth

Canti della perdita e della rinascita è un’opera da camera per voce recitante, voce cantante, violoncello, pianoforte. Il lavoro si sviluppa attorno ai versi e alla prosa di Pierpaolo Perotti, un giovane poeta autistico. Pierpaolo Perotti affida la sua voce alla sua scrittura. La poesia è la sua propria sostanza, l’essenza della sua vita, il suo modo di essere e di esprimersi, il suo modo di vedere e di stare nel mondo.
La drammaturgia musicale che ho creato e sviluppato nasce dalla volontà di far cambiare il punto di vista (e di ascolto) allo spettatore e cercare di immedesimarlo nell’atto creativo di Pierpaolo, di fargli percepire il colore come lo intende lui stesso nei suoi scritti, nel tentativo di indirizzare il pubblico ad una nuova percezione della parola e del suo significato, in empatia con il suo creatore.
Canti della perdita e della rinascita si propone di superare le diversità.
La musica creata per sostenere la voce e la poesia di Pierpaolo rendono possibile il superamento di barriere che si direbbero insormontabili, ma che in realtà si mostrano inesistenti di fronte alla bellezza e alla forza dell’arte, quale espressione tra le più alte e nobili dell’umanità.
Lo spettacolo è composto di una serie di arie e alcuni brani strumentali. Ho pensato alla voce non solo come linea di canto ma anche come recitazione per le sezioni in melologo, in cui la narrazione viene sorretta dalla musica scritta ad hoc. Nella poetica di Pierpaolo il colore e la musica rappresentano delle costanti. Sin da subito, leggendo i suoi testi, ho pensato che la parola potesse tramutarsi in musica con estrema naturalezza, in un continuum volto al recupero del senso primo, all’essenza dei versi. Durante la scrittura, il passaggio da voce recitata a voce cantante e viceversa è scaturito da un’esigenza profondamente sentita, e da questo si sono determinati piani di narrazione differenti.
Nei testi vi sono spesso iterazioni di parola e di significato, resi musicalmente col ricorso ad ostinati che giungono quasi a cambiare l’accento della parola, la quale, tornando alla sua primitiva sillabazione, determina un vero e proprio pre-testo ritmico.
Il mondo di Pierpaolo è ipersensibile ed estremamente colorato, fatto di piccoli dettagli e grandi emozioni, che ho voluto ricreare nelle partiture per consentire al pubblico di percepire la parola in tutta la sua profondità e verità.
Ho sfruttato appieno le capacità timbriche e tecniche dell’ensemble strumentale e vocale, creando una grande gamma di colori capace di svelare sonorità molto distanti tra un’ambientazione e l’altra, sempre in funzione della parola e del suo significato.
Per ampliare le possibilità timbriche ho anche creato e predisposto (ad libitum) l’utilizzo di materiali elettronici complementari alle partiture, così come l’alternanza del pianoforte ad un keyboard synth.
Lo spettacolo potrà avere ampia diffusione e sarà in grado di rivolgersi ad un pubblico totalmente eterogeneo. In questo progetto si trovano differenti livelli di ascolto e di fruizione, che lo rendono adatto anche a ragazzi in età scolare, ai quali vorremmo rivolgerci con la finalità di educare e sensibilizzare ai valori sociali e culturali.
I temi sociali affiorano costantemente nel corso dello spettacolo e credo siano legati indissolubilmente all’aspetto artistico. Ne risulta un’opera che stimola e sensibilizza, nonostante vi prevalga la componente dell’esperienza artistica.
La durata dello spettacolo è di 75 minuti circa.

Lamberto Curtoni

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